
Dalla campagna di Cerami del secondo dopoguerra alle tavole di Milano e Catania. Settantacinque anni, una sola famiglia, un’unica filiera.
Non siamo diventati ristoratori per caso. Siamo allevatori che hanno deciso di indossare un grembiule, per portare a tavola la stessa carne che nasce nei nostri pascoli.
La storia di MonteSoprano è la storia della famiglia Scinardo: un filo che parte dalla terra dei Nebrodi e, di generazione in generazione, arriva fino al piatto senza mai spezzarsi. Dalla stalla al banco, dal banco alla cucina.
Ogni bistecca, ogni salume, ogni piatto che serviamo racconta lo stesso luogo e le stesse mani. È questo che intendiamo quando diciamo allevatori in cucina: nessun intermediario fra chi alleva e chi cucina, perché siamo la stessa persona.

A metà del Novecento, sui Nebrodi in provincia di Enna, nonno Giuseppe è un agricoltore come tanti a Cerami: vive di ciò che la terra e gli animali gli restituiscono, con la fatica e la dignità di chi non conosce scorciatoie.
È lì, in quella campagna aspra e generosa, che nasce il rispetto per la materia prima che ancora oggi guida ogni nostra scelta.

Come tanti siciliani, la famiglia parte: quindici anni in Germania, a lavorare e mettere da parte. Ma il richiamo della terra è più forte. Con quei risparmi arriva il ritorno a casa e i primi 100 ettari nel nebroideo.
Comincia l’allevamento della razza Modicana: carne, latte e caseari da una filiera che, per la prima volta, è davvero tutta nostra. Dal foraggio all’animale, senza passaggi di mano.

Oggi la filiera è nelle mani della terza generazione. Angela, Antonio e Giacomo portano avanti oltre 400 ettari distribuiti fra le province di Messina e Catania, allevando la razza Modicana con lo stesso metodo di sempre, alla scala di un’azienda moderna.
La stessa carne che nasce nei pascoli finisce, senza intermediari, sui banchi delle nostre ristomacellerie e nei piatti dei nostri ristoranti.

A un certo punto la domanda diventa una sola: perché fermarsi alla filiera? Così nascono le ristomacellerie di Milano e Catania e l’agriturismo di Cerami, sui Nebrodi.
Dallo stesso allevamento partono tre strade che tornano a incontrarsi nel piatto: il banco dove scegli il taglio, la cucina che lo trasforma, la tavola in campagna dove tutto è cominciato.
Dal primo campo di nonno Giuseppe alle quattro sedi di oggi, la stessa terra e le stesse mani.
Nonno Giuseppe coltiva la terra e alleva sui Nebrodi, in provincia di Enna. Nasce il rispetto per la materia prima.
La famiglia emigra e mette da parte i risparmi, senza mai perdere il legame con la terra d’origine.
Con i risparmi arriva il rientro a casa e l’acquisto dei primi cento ettari nel nebroideo.
Carne, latte e caseari da una filiera interamente propria: dal foraggio all’animale, tutto in famiglia.
La famiglia indossa il grembiule: dalla filiera al piatto, con i ristoranti a Porta Romana, ai Navigli e a Catania.
Sui Nebrodi nasce l’agriturismo: camere, piscina e cucina nel luogo dove tutto è cominciato.
Angela, Antonio e Giacomo guidano più di 400 ettari fra Messina e Catania e quattro sedi fra Sicilia e Milano.
Nessun intermediario fra chi alleva e chi cucina. Ecco cosa significa, in cifre.

Porta a casa la nostra carne o vieni a trovarci in una delle nostre ristomacellerie. In entrambi i casi, è sempre la stessa filiera.